Stop Bullying and Cyberbullying con Unicef Italia

#STOPBULLINGANDCYBERBULLYINGNOW

In occasione della giornata nazionale del 7 febbraio contro il fenomeno bullismo e cyberbullismo. Ho deciso di indossare un bracciale con un nodo blu simbolo dell’impegno contro il bullismo e cyberbullismo. Ho preso spunto dall’azione che l’UNICEF sta portando avanti per combattere questo grave problema e vi invito a visitare il sito di UNICEF Italia che tratta in modo approfondito queste tematiche da anni. 

Oggi volevo raccontarvi le mie esperienze e quello per cui mi batto. Come vi avevo già raccontato in questo blogpost amo gli sport, ho iniziato a fare vari sport da quando avevo 5 anni, ma quando ho calzato il mio primo paio di scarpe da basket e ho cominciato a tirare a canestro ho capito che questo sarebbe stato il mio unico amore. A 14 anni ho lasciato la mia città Venezia per Roma e per tre anni ho giocato e studiato per un progetto della nazionale italiana di pallacanestro.

Ho sempre amato la moda, fin da piccola, amavo indossare abiti, truccarmi e prendermi cura del mio corpo senza rinunciare ai tacchi altri nonostante la mia tall shape, li adoravo!! 

Ma negli sport di squadra, soprattutto femminili ci sono delle dinamiche di gruppo che tendono ad escludere chi non si conforma a certi comportamenti o modi di essere; questo mi ha creato non pochi problemi nel mondo della pallacanestro femminile, costringendomi a vivere le mie passioni in modo nascosto. Ho sofferto di disturbi alimentari, ansia e depressione e solo attraverso un lungo percorso di analisi su me stessa e con l’aiuto della mia famiglia che mi ha supportato nei periodi bui, ne sono uscita.

È importantissimo denunciare i fenomeni di bullismo e cyberbullismo, bisogna educare i giovani all’inclusione.

Oltre alla famiglia e alla scuola, anche i mass media hanno il dovere di educare le nuove generazioni all’inclusione.

Anche i messaggi che arrivano dal mondo della moda non aiutano a combattere certe forme di bullismo. La moda deve essere inclusiva perché  molte persone che hanno delle diversità di vario tipo (fisica, religiosa, di etnia, dì orientamento sessuale o con disabilità) trovano un grosso ostacolo nel Fashion. La moda in questo caso diventa divisiva contribuisce a creare barriere, soprattutto tra i più giovani, tra chi può seguirla e chi no. 

Vorrei che la moda e gli stilisti fossero più sensibili a questi problemi, lavorando per un fashion inclusivo e più sensibile alla figura della donna reale, molto diversa dalla finta narrazione che ci è stata presentata per anni. 

Con il mio lavoro mi batto per una donna che valorizzi le proprie diversità che sono le cose che ci rendono uniche e autentiche in un mondo ancora troppo omologato su figure standardizzate.

Guarda il mio video della mia esperienza sul fenomeno del bullismo mio canale youtube

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